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          La guerra era già in atto in Europa e si stava estendendo a tutto il resto del mondo e,
       di conseguenza, la espressione "importanza pratica" acquistava, in quel clima, non solo
       il significato di una nuova sorgente di energia, ma anche una lontana possibilità di nuovi
       ordigni esplosivi. I risultati delle ricerche in questo campo venivano pertanto considerati
       di importanza militare e quindi tenuti segreti. In quell'epoca il gruppo diretto da Fermi
       cominciò a lavorare per il governo americano nei laboratori della Columbia University,
       dove rimase fino alla primavera del 1942 epoca in cui fu trasferito a Chicago. Ivi, il 2
       dicembre 1942, entrò in funzione la prima pila nucleare progettata e costruita da Enrico
       Fermi con la collaborazione di H. L. Anderson e W. H. Zinn. Nella fase finale della
       costruzione avevano partecipato ai lavori anche L. Woods e G. L. Weil.
          Questa realizzazione e questa data hanno reso il nome di Enrico Fermi noto in tutto il
       mondo, in tutti gli ambienti. E ciò è comprensibile e naturale poiché è questa realizzazione
       che improvvisamente trasforma la fisica dei neutroni dall'essere un complesso e raffinato
       capitolo della fisica nucleare coltivato da un ristretto numero di specialisti, ad un corpo
       di dottrine destinato ad avere una influenza sulla vita dell'uomo comune.
          Ma se anche Fermi non avesse mai costruito la pila nucleare, il suo nome sarebbe
       egualmente fra quelli dei primi fisici del nostro secolo poiché la sua fama di scienziato è
       basata su tutte le scoperte teoriche e sperimentali che egli ha compiuto in oltre trenta
       anni di tenace e geniale lavoro.
          La costruzione della prima pila nucleare ci porta tuttavia a fare due osservazioni. La
       prima è che tale risultato spettava ad Enrico Fermi nel senso che nessun'altra persona
       al mondo era meglio preparata di lui per risolvere tutti i moltissimi problemi, teorici e
       sperimentali, coinvolti in una simile costruzione. La seconda è che con la costruzione della
       pila nucleare nasce la ingegneria nucleare di cui Enrico Fermi deve essere considerato il
       fondatore. Egli infatti fu non solo un teorico profondo e uno sperimentatore geniale, ma
       anche un esperto ingegnere, capace di progettare macchine complicate con quella cura
       di tutti i minimi particolari che, pur non essendo essenziali in uno schema di principio e
       neanche in un esperimento di laboratorio, sono di primaria importanza in una macchina
       destinata ad un funzionamento durevole e regolare.
          Negli anni immediatamente successivi Enrico Fermi si dedicò allo sviluppo e perfezio-
       namento della pila fino all'inverno 1944, epoca in cui si trasferì a Los Alamos ove, a partire
       dalla fine del 1942, erano stati organizzati i laboratori per lo sviluppo delle applicazioni
       belliche dell'energia nucleare. In questa sede Enrico Fermi non fu inserito nella grossa e
       complessa organizzazione già esistente, ma ebbe affidato un compito di alta consulenza.
          La realizzazione delle prime bombe atomiche nei laboratori di Los Alamos, e il loro
       impiego nell'estate 1945, sono fatti noti a tutti e che segnano un assai grave momento
       nella storia dell'uomo.
          La possibilità di impiegare l'energia nucleare per scopi militari ha fatto sorgere pro-
       blemi di ordine umano estremamente gravi. Non si tratta però di problemi nuovi, ma di
       problemi vecchi quanto l'uomo, che si ripresentano oggi con una più drammatica evidenza
       e su una scala assai maggiore che per il passato.
          È chiaro che non è possibile, né dal punto di vista pratico né da quello della con-
       venienza umana, pensare di arrestare il naturale sviluppo dello studio delle leggi della
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