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32 EDOARDO AMALDI
La guerra era già in atto in Europa e si stava estendendo a tutto il resto del mondo e,
di conseguenza, la espressione "importanza pratica" acquistava, in quel clima, non solo
il significato di una nuova sorgente di energia, ma anche una lontana possibilità di nuovi
ordigni esplosivi. I risultati delle ricerche in questo campo venivano pertanto considerati
di importanza militare e quindi tenuti segreti. In quell'epoca il gruppo diretto da Fermi
cominciò a lavorare per il governo americano nei laboratori della Columbia University,
dove rimase fino alla primavera del 1942 epoca in cui fu trasferito a Chicago. Ivi, il 2
dicembre 1942, entrò in funzione la prima pila nucleare progettata e costruita da Enrico
Fermi con la collaborazione di H. L. Anderson e W. H. Zinn. Nella fase finale della
costruzione avevano partecipato ai lavori anche L. Woods e G. L. Weil.
Questa realizzazione e questa data hanno reso il nome di Enrico Fermi noto in tutto il
mondo, in tutti gli ambienti. E ciò è comprensibile e naturale poiché è questa realizzazione
che improvvisamente trasforma la fisica dei neutroni dall'essere un complesso e raffinato
capitolo della fisica nucleare coltivato da un ristretto numero di specialisti, ad un corpo
di dottrine destinato ad avere una influenza sulla vita dell'uomo comune.
Ma se anche Fermi non avesse mai costruito la pila nucleare, il suo nome sarebbe
egualmente fra quelli dei primi fisici del nostro secolo poiché la sua fama di scienziato è
basata su tutte le scoperte teoriche e sperimentali che egli ha compiuto in oltre trenta
anni di tenace e geniale lavoro.
La costruzione della prima pila nucleare ci porta tuttavia a fare due osservazioni. La
prima è che tale risultato spettava ad Enrico Fermi nel senso che nessun'altra persona
al mondo era meglio preparata di lui per risolvere tutti i moltissimi problemi, teorici e
sperimentali, coinvolti in una simile costruzione. La seconda è che con la costruzione della
pila nucleare nasce la ingegneria nucleare di cui Enrico Fermi deve essere considerato il
fondatore. Egli infatti fu non solo un teorico profondo e uno sperimentatore geniale, ma
anche un esperto ingegnere, capace di progettare macchine complicate con quella cura
di tutti i minimi particolari che, pur non essendo essenziali in uno schema di principio e
neanche in un esperimento di laboratorio, sono di primaria importanza in una macchina
destinata ad un funzionamento durevole e regolare.
Negli anni immediatamente successivi Enrico Fermi si dedicò allo sviluppo e perfezio-
namento della pila fino all'inverno 1944, epoca in cui si trasferì a Los Alamos ove, a partire
dalla fine del 1942, erano stati organizzati i laboratori per lo sviluppo delle applicazioni
belliche dell'energia nucleare. In questa sede Enrico Fermi non fu inserito nella grossa e
complessa organizzazione già esistente, ma ebbe affidato un compito di alta consulenza.
La realizzazione delle prime bombe atomiche nei laboratori di Los Alamos, e il loro
impiego nell'estate 1945, sono fatti noti a tutti e che segnano un assai grave momento
nella storia dell'uomo.
La possibilità di impiegare l'energia nucleare per scopi militari ha fatto sorgere pro-
blemi di ordine umano estremamente gravi. Non si tratta però di problemi nuovi, ma di
problemi vecchi quanto l'uomo, che si ripresentano oggi con una più drammatica evidenza
e su una scala assai maggiore che per il passato.
È chiaro che non è possibile, né dal punto di vista pratico né da quello della con-
venienza umana, pensare di arrestare il naturale sviluppo dello studio delle leggi della

